t3chn0ir:

'The world changes, we do not, there lies the irony that finally kills us.'
Interview With The Vampire (1994)

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'The world changes, we do not, there lies the irony that finally kills us.'

Interview With The Vampire (1994)

britishpathe:

British Pathé releases 85,000 films on YouTube. View and share: http://www.youtube.com/user/britishpathe

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Secret Life of Walter Mitty (Pub Scene)

and the winner is…

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"Kings" + Final Words

(via cinemanu)

Lavori in corso eterni nella città eterna

Lavori in corso eterni nella città eterna

t3chn0ir:

'I was going to be a stand-up comedian.'
Planet Terror (2007)

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'I was going to be a stand-up comedian.'

Planet Terror (2007)

Alla fine del XVIII secolo, i re nell’Europa centrale, il Parlamento nelle Isole Britanniche, e la Convenzione rivoluzionaria in Francia, benchè tutti questi paesi fossero in guerra gli uni contro gli altri, erano d’accordo tra loro per dichiarare che nessuna unione distinta tra cittadini dovesse esistere nello Stato; che i lavori forzati o la morte erano i soli castighi che convenissero ai lavoratori che osassero entrare nelle «coalizioni». «Nessun Stato nello Stato!». Lo Stato soltanto e la Chiesa di Stato dovevano occuparsi dell’interesse generale, mentre i sudditi dovevano rappresentare indeterminate agglomerazioni di individui, senza nessun legame speciale, obbligati a fare appello al governo ogni volta che potevano sentire una comune necessità.
Fino alla metà del XIX secolo, questa fu la teoria e la pratica nell’Europa. Si guardavano con diffidenza fin’anche le società commerciali ed industriali. Quanto ai lavoratori, le loro associazioni erano trattate come illegali in Inghilterra fino alla metà del XIX secolo e nel resto d’Europa fino a questi ultimi vent’anni.
Tutto il sistema della nostra educazione di Stato fu tale che fino all’epoca attuale, anche in Inghilterra, gran parte della società considerò come una misura rivoluzionaria la concessione di quei medesimi diritti che ciascuno, fosse egli uomo libero o servo, esercitava cinquecento anni fa nell’assemblea popolare del suo villaggio, nella corporazione, nella parrocchia, nella città.
L’assorbimento di tutte le funzioni sociali da parte dello Stato favorì necessariamente lo svolgersi di un individualismo sfrenato, ed insieme limitato nelle sue vedute. A misura che il numero delle obbligazioni verso lo Stato andava crescendo, i cittadini si sentivano dispensati dalle obbligazioni degli uni verso gli altri. Nella corporazione – e nel Medioevo, ciascuno apparteneva ad una corporazione o fratellanza – due «fratelli» erano obbligati a vegliare ciascuno alla sua volta il fratello che era caduto malato; oggi si considera come sufficiente il dare al vicino l’indirizzo dell’ospedale pubblico più prossimo. Nella società barbara, il solo fatto dell’assistere ad un combattimento tra due uomini, sopravvenuto in conseguenza d’una lite, e non impedire che avesse uno scioglimento funesto, esponeva a persecuzioni come assassino; ma con la teoria dello Stato protettore di tutti, lo spettatore non ha il dovere di mischiarsene: c’è l’agente della polizia che interviene, o no. E mentre in paese selvaggio, presso gli Ottentotti, per esempio, sarebbe scandaloso mangiare senza aver chiamato ad alta voce tre volte per domandare se c’è qualcuno che desideri prender parte del vostro cibo, tutto ciò che un rispettabile cittadino deve fare oggi, è di pagare le imposte e di lasciare che gli affamati se la cavino come possono.
Così la teoria, secondo la quale gli uomini cercano la loro felicità nel disprezzo dei bisogni degli altri, trionfa oggi su tutta la linea: nel diritto, nella scienza, nella religione. È la religione del giorno, e dubitare della sua efficacia è essere un pericoloso utopista. La scienza proclama che la lotta di ciascuno contro tutti è il principio dominante della natura, come delle società umane. La biologia attribuisce a questa lotta l’evoluzione progressiva del mondo animale. La storia adotta il medesimo punto di vista, e gli economisti, nella loro candida ignoranza, attribuiscono il progresso dell’industria e della meccanica moderna ai «meravigliosi effetti» dello stesso principio. Anche la religione dei predicatori della Chiesa è una religione d’individualismo, leggermente mitigata da rapporti più o meno caritatevoli verso il prossimo, particolarmente la domenica. Uomini di azione «pratica» e teorici, uomini di scienza e predicatori religiosi, uomini di legge e politicanti, tutti sono concordi su di un punto: l’individualismo, dicono, può ben essere più o meno addolcito nelle sue conseguenze più aspre mediante la carità, ma resta la sola base certa per la conservazione della società ed il suo progresso ulteriore.
— IL MUTUO APPOGGIO (Peter Kropotkin, 1902)

(via cinemanu)

Sigur Rós - ‘The Rains of Castamere’