Pane Liquido

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Febbraio 12th, 2012 at 5:06PM
L’imbarazzante caso di Repubblica in Siria
9 note #Repubblica#Gad Lerner#Siria#Christian Rocca
Gennaio 8th, 2012 at 6:24PM
Il totalitarismo non si può riformare, lezione sull’Islam radicale


7 note #Christian Rocca#Michael Ledeen#Comunismo#Islam
Ottobre 31st, 2011 at 2:17PM
Obama non finanza più l’Unesco

Dopo il voto con cui l’Unesco ha riconosciuto la Palestina, su prescrizione di una legge americana il Dipartimento di Stato di Washington ha fermato i pagamenti all’Unesco (la rata di novembre era di 60 milioni di dollari).

3 note Fonte: camilloblog.it #Christian Rocca#obama#palestina#Israele
Ottobre 19th, 2011 at 7:37AM
Un altro record di Obama (che non leggerete sui giornali)

Negli ultimi due anni, l’Amministrazione Obama ha deportato (rileggersi il verbo: deportato) quasi 800 mila immigrati. Quest’anno, non ancora finito, i rimpatriati sono stati 400 mila. L’anno scorso sono stati 392 mila. Il dato di quest’anno è superiore dell’89 per cento rispetto al 2008, ultimo anno di Bush. Due considerazioni: Obama fa il duro sull’immigrazione, il duro vero mica le chiacchiere della Lega, per non essere accusato di pappamollismo su un tema che divide. Ma dall’altra parte, a cominciare dalle proteste delle associazioni dei diritti civili, rischia di scontentare il fondamentale l’elettorato ispanico. Nessun commento di Gad Lerner.

Christian Rocca

12 note Fonte: camilloblog.it #Christian Rocca
Giugno 16th, 2011 at 8:29AM
La guerra di Libia

Obama ieri ha fatto sapere che, fin qui, gli americani hanno speso 716 milioni di dollari per la campagna di Libia (saranno 1,1 miliardo di dollari a settembre). Con un lungo documento, accompagnato da una lettera, il presidente ha fatto sapere a senatori e deputati che la campagna libica non necessita di un’autorizzazione di guerra da parte del Congresso. Cioè, per Obama, bombardare la Libia con l’obiettivo di fermare un massacro e cambiare il regime e spendere oltre un miliardo di dollari rientra nei poteri del presidente. Se Bush l’avesse solo pensato ci sarebbero le piazze occidentali piene.
Le forze Nato, martedì, hanno condotto 136 operazioni aeree, 48 della quali hanno bombardato obiettivi libici. Dal 31 marzo ci sono state 11.107 operazioni aeree e 4.212 bombardamenti. Quattordici navi sono state fermate e due perquisite. Dall’inizio delle operazioni le navi fermate sono state 1.344, 95 quelle perquisite e 8 quelle fatte tornare indietro.

3 note Fonte: camilloblog.it #Christian Rocca#Obama#Nobel per la pace
Giugno 11th, 2011 at 6:13AM
…and yet the alternative is even worse

Ho letto per bene il dossier Italia dell’Economist. Ben fatto. Pieno di dati, informazioni, fonti ampie. L’analisi sull’Italia penso sia molto centrata: un paese in crisi, fermo, poco meritocratico, gerontocratico, afflitto da conflitti di interesse eccetera. Ciò che non sta in piedi è l’analisi politica, degna di un fascicolo di MicroMega. 

Giuliano Ferrara ha ragione: l’Economist ha fottuto i suoi lettori, per usare il verbo stampato sulla copertina europea del miglior magazine del mondo. 
Le colpe di Berlusconi naturalmente ci sono tutte, le promesse non mantenute, i processi, i bunga-bunga, i conflitti di interesse eccetera. 

Il dossier però dice anche che è stata fatta un’ottima riforma delle pensioni (e chi l’ha fatta? Quello unfit), una buona riforma del mercato del lavoro (e chi l’ha fatta? Quello unfit), un’incoraggiante riforma della scuola (e chi l’ha fatta? la Gelmini ministro di quello unfit), una riforma dell’Università nella giusta direzione(e chi l’ha fatta? sempre la Gelmini ministro di quello unfit). Il dossier riconosce che il paese ha tenuto meglio del resto dell’Europa (e chi c’è riuscito? Tremonti, il ministro di quello unfit), che la divisione delle carriere dei magistrati sarebbe una buona cosa (e chi la vuole, se non quello unfit?) e che i giudici farebbero bene a non entrare in politica (e chi lo dice, se non quello unfit?). 

A voler seguire l’ossessione antiberlusconiana dell’Economist le cose, quindi, non tornano.
L’Economist accusa Berlusconi di essere fin troppo statalista, di non aver liberalizzato abbastanza, di non essere sufficientemente di market-oriented. Tutto vero. Figuriamoci, quindi, che cosa pensa l’Economist della sinistra italiana che tutte quelle cose buone che lo stesso settimanale riconosce invece le ha osteggiate, fermate, bloccate con manifestazioni, scioperi, cortei, gridi di dolore.

L’Economist cita queste cose en passant, come se non fossero anch’esse una spiegazione dell’attuale situazione del paese. Non le usa per spiegare la situazione. 

Sì, racconta che Marco Biagi e Massimo D’Antona sono stati uccisi da terroristi di estrema sinistra contrari alle riforme del lavoro e della pensione. Ricorda che i sindacati hanno tentato di tutto per annacquare le ottime idee riformatrici della Gelmini. Non dimentica nemmeno che la rivoluzione di Marchionne è considerata eversiva. L’Economist nota anche che l’Italia è l’unico paese europeo che porta i comunisti al governo. 

Epperò il settinmanale britannico non fa due più due. Anzi dice che Bersani e il centrosinistra sono meglio della destra sulle liberalizzazioni. E come no? Basta vedere il dietrofront di Bersani sull’acqua. 

Consiglio per un titolo di una prossima copertina più coerente con le idee dell’Economist:
«Why Berlusconi is unfit to lead Italy (and yet the alternative is even worse)»

2 note Fonte: camilloblog.it #Christian Rocca#Economist#Silvio Berlusconi#compagni che rosicano
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