Il canale televisivo 9news ha trasmesso il filmato di una bambina di soli otto anni che spiega ai fedeli musulmani l’importanza del jihad, la guerra santa. L’episodio è avvenuto durante una convention islamica a Sidney, in Australia, e le autorità locali stanno ora indagando su chi sia questa bambina, di nome Ruqaya, che tipo di famiglia abbia alle spalle e come mai sia stata scelta per arringare la folla.
JIHAD AL POSTO DELLE BAMBOLE. Spiega la piccola, con la stessa tranquillità con cui una bambina potrebbe spiegare perché le piacciono le bambole, che non si è mai troppo giovani per amare il jihad, interessarsi al conflitto siriano e far parte della comunità islamica Ummah. «Le rivolte siriane hanno dimostrato che la comunità Ummah è viva e lotta, e la paura in cui si viveva ha lasciato il posto all’amore per il jihad. Anche i bambini della mia età, per le strade, si uniscono alle rivolte, rischiando la vita per portare a casa cibo, acqua e medicine ai loro familiari feriti, e alcuni di questi non torneranno mai alle loro famiglie in nome dell’amore per l’islam. Nessuno è troppo giovane per farlo».
«TAGLIAMO LA TESTA A CHI INSULTA IL PROFETA». Come se non bastasse, nei giorni scorsi proprio a Sidney ci sono state delle rivolte della comunità islamica contro la diffusione del film su Maometto, che hanno portato a una ventina di arresti, tra i quali alcuni ragazzini che hanno imbrattato i poster del film con messaggi di propaganda islamica, per difendere l’onore del Profeta. Un altro bambino, con a fianco la madre, ha esposto un cartello con la scritta: «Tagliamo la testa a tutti quelli che insultano il Profeta».

Il capo dello Stato punta il dito contro quei “fenomeni deprecabili che rappresentano un’offesa a qualsiasi credo religioso”. Così Giorgio Napolitano al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica Araba d’egitto, Mohamed Morsi. Poi, Napolitano ha parlato di “pericoli di risposte terroristiche irrazionali”, in riferimento al film sull’Islam prodotto negli Usa che ha provocato reazioni violente nel mondo musulmano
I Fratelli Musulmani hanno detto che “soltanto gli ubriachi, i drogati, le adultere e i proprietari di bordelli non vogliono vedere applicata la sharia in Egitto”. Nel loro mondo ideale, ovvero nell’Iraq post-Saddam, se ne andavano in giro tagliando le dita dei fumatori. In Egitto, forse, si…
i fratelli musulmani sono pronti per il nobel per la pace.
(ANSA) - BENGASI, 23 OTT - Il numero uno del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, si e’ inginocchiato oggi in preghiera subito dopo avere presenziato alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia, che si e’ tenuta a Bengasi. Jalil ha promesso che la legge islamica sara’ rafforzata. ”Come nazione musulmana la sharia e’ alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell’Islam non avra’ valore”, ha detto.
| annamo bene…
Qui Radio Londra di Giuliano Ferrara: “Seduzione di Stato”

Capito qual’è la soluzione a tutti i nostri problemi?





